La Masseria riconquistata

Lungo la lingua asfaltata che attraverso i Monti Sieli, in un susseguirsi di territori sempre più verdi e fittamente coltivati, agli avamposti della Piana etnea, sorge nell'ononima contrada immersa in un vasto agrumeto e vigneto, la Masseria "Incarrozza", imponente stabile oggi ristrutturato. Il restyling dell'intero edificio non è stato solo tecnico, ma soprattutto culturale. Infatti il ripristino totale, la ristrutturazione, il consolidamento della cantina del palmento della pieve e dello stabile, hanno seguito le tipologie e le modalità costruttive con le quali il complesso abitativo era stato edificato. Per ciò sono stati essaltati e riutilizzati i materiali "nostri": la pietra lavica e i ciotoli alluvionali, compattati con malta. L'austero spazio interno è adesso messo in risalto dai contrafforti a nudo sule pareti laterali e in alto dalle capriate ancora ben conservate, in legno. Sulla parete di sud-ovest sono visibili due interessanti tracce - un arco murato e un piccolo tramezzo - di un insediamento preesistente, certo più antico. Si tratta di alcune parti del Monastero Benedettino di cui Aurelio Aiello ( 1925- 1996) ci dà notizia nel suo interessantissimo e postumo " I toponimi nel territorio di Misterbianco, Origine e Storia" meritoriamente edito dalla Pro Loco.

Anche in contrada Ncarrozza, esisteva la chiesa rurale dei padri Benedettini, ben provveduta e dove si celebra messa nei giorni di festa e l'elemosina veniva data dal Monastero di s. Nicolò la Arena di Catania (1795); c'era un convento; la masseria era il convento. Fu eliminato con le leggi eversive del 1866.

Così scrive Aiello. Nella parte superiore del palmento, una incisione su pietra d'angolo, reca una scritta non certo chiara ma in alcune parti inequivocabile:

Io FR(A)TE ANSELMO FECI......... D N L.M. 1702

E' la riprova della attiva preesistenza benedettina. La piccola cappella, pericolante a causa della sistemazione della Strada Provinciale 12/II che le corre accanto, è stata consolidata in fondazione. L'unico volume interno è stato completamente rimesso a nuovo. E' questo l'ultimo degli eventi effettuati sulla chiesetta. Infatti, come recitano rispettivamente le lapidi marmoree poste a destra e a sinistra della facciata, la cappella fu prima "ricostruita di pianta l'anno DCCCLXXXV e ricostruita dopo le azioni di guerra dell'anno MCMXXXIII".